Per gli accertamenti black list la prova va fornita dal contribuente

  • 26 Marzo 2019
  • Il Sole 24 Ore – Marco Piazza

Le modifiche alla black list Ue non hanno alcun effetto immediato in Italia. Le politiche italiane di contrasto ai Paesi a fiscalità privilegiata si basano, infatti, su provvedimenti del tutto autonomi, anche se influenzati dai lavori della Ue e dell’Ocse. In Italia la black list esiste solo per le persone fisiche e serve ad attivare l’inversione dell’onere della prova riguardo all’effettiva residenza fiscale dei cittadini italiani emigrati nei Paesi indicati nella lista. Non esistono, invece, black list applicabili alle imprese. L’aggiornamento posto in essere dall’Ecofin della lista nera europea ha l’effetto di tagliare aiuti e incentivi. Di fatto sia l’Ocse che l’Unione europea esercitano una forte pressione nei confronti dei paradisi fiscali affinché si adeguino agli standard di trasparenza e correttezza fiscale degli altri Paesi. La persuasione viene realizzata con atti concreti: ad esempio, il blocco dei finanziamenti europei per lo sviluppo sostenibile, per gli investimenti strategici e del Mandato di prestito esterno.


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